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Augusta – Don Scatà nega screzi su San Domenico, ma è ancora polemica sul M5s protagonista in sacrestia. Agirt e Assostampa intervengono sul cinegiornale del Comune

 

La copertina del tg comunale a 5 stelle

Il TG  comunale a 5 stelle  e senza giornalisti

(Massimo Ciccarello) Augusta, 8 maggio 2018 –  Debutta fra le polemiche anche quest’anno la festa di San Domenico patrono di Augusta. L’edizione 2018 si trova schiacciata fra le singolari rettifiche parrocchiali sulle ricostruzioni giornalistiche, che confermano le dimissioni dei rettori delle confraternite ma svicolano sulle motivazioni. E le critiche sulla sacrestia della Matrice usata dall’amministrazione 5 Stelle come pulpito contro una testata web, col sospettato scopo di lanciare una “contro-informazione” di Palazzo camuffata da finto cinegiornale, che ha provocato la reazione delle associazioni dei giornalisti.

Quello che doveva essere il programma all’insegna della pacificazione, con il ritorno delle confraternite nel cartellone delle celebrazioni religiose, si sta invece rivelando l’ennesima “pietra dello scandalo” in una chiesa locale senza pace. Dove la commistione fra trono e altare – resa visibile il 4 maggio dalla conferenza stampa in canonica fra l’arciprete Palmiro Prisutto al fianco della sindaca Cettina Di Pietro e dell’assessora Giusi Sirena – sta facendo sentire i contraccolpi anche nel corpo ecclesiale. Con effetti tutti da decifrare.

Non ho mai rilasciato dichiarazioni alla stampa, ne intendo farlo, circa le mie dimissioni da rettore della chiesa dell’Annunziata”, scrive don Francesco Scatà, in una lettera alla Nota7.it. Il prete si dichiara “pertanto del tutto estraneo a quanto impropriamente riportato dal giornalista circa la motivazione delle dimissioni”. Però aggiunge che “la motivazione delle dimissioni è del tutto personale, e non va certamente riferita alla stampa”. Sollecita inoltre “di evitare strumentalizzazioni degli articoli coinvolgendo la mia persona ed il clero”. E conclude motivando “per amore di chiarezza nei confronti di quanti hanno letto le informazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti”.

  I “fatti” riportati nell’articolo del 5 maggio, davano notizia delle sue dimissioni in contemporanea con gli altri due rettori di San Giuseppe e Anime Sante. E del vescovo che li ha rimpiazzati nominando il suo ausiliare, anziché riaffidare le confraternite al parroco della Matrice, loro rettore “naturale”. Nella ricostruzione giornalistica, che raccontava di quelle rinunce come un gesto di protesta contro l’accentramento dell’arciprete sui festeggiamenti patronali, nessun sacerdote veniva citato come fonte. Nè un cronista si poteva ingenuamente aspettare che lo potessero diventare.

  Ora padre Scatà afferma che in realtà “la motivazione è del tutto personale”. E chiedendo “di evitare strumentalizzazioni coinvolgendo il clero”, si fa sostanzialmente interprete anche degli altri prelati. Tutti raggiunti simultaneamente da – presumibilmente sopravvenuti – “fatti personali”, che li ha portati a rinunciare a rettorie in cui la forte partecipazione dei confrati (come testimoniano concretamente le offerte che raccolgono) gratifica chiunque esercita quel ministero pastorale.

  Ma se la comunità ecclesiale vuole tenere la sacrestia fuori dalle “strumentalizzazioni”, lo stesso non si può dire della sindaca. Che nel “retro” della Chiesa Madre aveva artatamente criticato una web-tv, scatenando la polemica di Peppe Di Mare. Il consigliere di #perAugusta, in una lettera aperta di “totale e piena solidarietà”, ha parlato di “ingiustificato attacco pubblico in diretta streaming internazionale”. Definendo “fuori luogo, in tutti i sensi, le esternazioni ascoltate”. E considerando “inspiegabili alcuni toni e parole immeritatamente offensivi”. Forse, però, una spiegazione alla svolta impressa dalla grillina alla conferenza stampa con l’arciprete, potrebbe trovarla nel video pubblicato poche ore dopo dai 5 Stelle. Un vero e proprio cinegiornale di Palazzo, col logo del Comune a campeggiare, “per tenere costantemente aggiornati i cittadini sull’operato di questa amministrazione”. Un’iniziativa che Enzo Inzolia, coordinatore FdI, ha definito sconcertante” poiché si “mescolano e confondono l’attività del Comune e del partito”.

L’Associazione dei giornalisti radiotelevisivi e telematici, insieme al Gruppo giornalisti del sud-est, è intervenuta parlando di “atto ostile nei confronti dell’intera categoria e dei tanti colleghi specializzati in comunicazione pubblica, da anni impegnati per garantire professionalità e operatività al servizio della società civile negli uffici stampa”. Agirt e Gruppo sud-est ricordano che “la comunicazione istituzionale deve essere sempre ben separata dalla comunicazione politica”. Il documento ricorda che “la stampa clandestina e la dilettantistica improvvisazione rappresentano un grave danno all’intera società civile”.

  Concetti che la sezione provinciale dell’Assostampa spiegherà in dettaglio, in un incontro fra il segretario Prospero Dente e il capogruppo M5s Mauro Caruso. Non è la prima volta che il sindacato interviene sui problematici rapporti fra stampa locale e amministrazione augustana. Le altre volte era stato costretto a ribadire il rispetto della libertà di cronaca e di critica. Adesso cercherà far capire che “Augusta informa” messo online dal meet up, coi suoi contenuti da cinegiornale Luce non ha niente a che fare né con l’informazione giornalistica, né con le leggi che la regolano.

  LETTERA AL NOSTRO GIORNALE

Spett.le REDAZIONE LA NOTA 7,

io sottoscritto Sac. Francesco Scatà, parroco delle Parrocchie di San Francesco di Paola e San Sebastiano in Augusta, facendo riferimento all’articolo pubblicato dalla vostra testata giornalistica “La Nota 7” in data 5 Maggio 2018 a firma del giornalista Sig. Massimo Ciccarello sono a specificare quanto segue e ne chiedo immediata rettifica:

Non ho mai rilasciato dichiarazioni alla Stampa, ne intendo farlo, circa le mie dimissioni da Rettore della Chiesa dell’Annunziata, mi ritengo pertanto del tutto estraneo a quanto impropriamente riportato dal giornalista circa la motivazione delle dimissioni.

La motivazione delle dimissioni è del tutto personale e non va certamente riferita alla stampa.

Vi chiedo pertanto di evitare strumentalizzazioni degli articoli coinvolgendo la mia persona ed il clero.

Per amore di chiarezza nei confronti di quanti hanno letto le informazioni non corrispondenti alla realtà dei fatti, vi chiedo di voler immediatamente rettificare quanto da Voi pubblicato e di volerne dare eguale risalto così come avete fatto per l’articolo in questione.

Con riguardo

Augusta, 08/05/2018

Sac. Francesco Scatà

 COMUNICATO STAMPA

Il Gruppo dei Giornalisti del Sud Est e l’Associazione Giornalisti Radiotelevisivi e Telematici, stigmatizza l’operato del Comune di Augusta, che ha messo in rete un notiziario senza giornalisti e senza alcuna testata registrata. Si tratta di un atto ostile nei confronti dell’intera categoria dei giornalisti e dei tanti colleghi specializzati in comunicazione pubblica, da anni impegnati per garantire professionalità e operatività al servizio della società civile negli uffici stampa. L’esercizio abusivo, la professione, stampa clandestina e la dilettantistica improvvisazione rappresentano un grave danno all’intera società civile. La comunicazione istituzionale deve essere sempre ben separata dalla comunicazione politica e, comunque, affidata agli iscritti all’Ordine dei Giornalisti, che possiedono gli strumenti metodologici e tecnici per elaborare un prodotto che sia davvero al servizio della comunica locale, per la quale la corretta informazione rappresenta la base della democrazia.


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