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Augusta – Di Mare e Vinciullo uniti sul no all’hospot, ma non solo. Due comunicati simili contro il Cpsa sono l’esordio dell’altra Forza Italia con marchio Cannata?

Enzo Vinciullo, Rossana Cannata, Beppe Di Mare

Enzo Vinciullo, Rossana Cannata, Beppe Di Mare

 (Massimo Ciccarello) Augusta, 11 gennaio 2018 – Il governo tira dritto con l’hotspot a Punta Cugno, pubblicando il bando di gara per l’appalto da 3 milioni e mezzo di euro, e tornano ad alzarsi le voci di dissenso. Soprattutto da alcuni esponenti del centrodestra. Con singolari coincidenze fra i loro comunicati stampa, che potrebbero suggerire scenari diversi dalla semplice azione di protesta contro un Cpsa imposto da Roma, con la collaborazione attiva dell’amministrazione M5s. Sono interventi che pur criticando un modello di accoglienza pensato per trasformare Augusta nella capitale dell’immigrazione irregolare in Europa, in realtà sembrano un’azione coordinata di posizionamento all’interno di un’area in ascesa nei sondaggi elettorali.

Il primo a uscire allo scoperto con il test sul “no hotspot”, l’11 gennaio, è stato Enzo Vinciullo. Con un documento dove parla diun’ulteriore dimostrazione di arroganza politica e di gestione del territorio”, riferendosi ovviamente all’hotspot dentro il porto commerciale.Poche ore dopo è intervenuto sulla stessa scia Peppe Di Mare, con una nota dove parla di “forzature che il ministero dell’Interno, insieme agli organi territoriali, stanno attuando sul nostro territorio”.

Tempi di diffusione e concetti espressi, tuttavia, non sono l’unica cosa che accomuna i comunicati dell’ex deputato regionale di Siracusa e del consigliere comunale di Augusta. C’è pure il “no” arrivato a entrambi dalla vecchia nomenclatura di Forza italia, ai tentativi neanche tanto velati di agganciarsi alla locomotiva berlusconiana. O almeno, di farlo da protagonisti. Perché un piede dentro casa forzista, almeno per quanto riguarda Di Mare, già ci potrebbe essere grazie a Rossana Cannata.

La giovane avolese arrivata all’Assemblea siciliana con FI, è la punta di diamante di un gruppo che vuole spezzare il monopolio provinciale di Stefania Prestigiacomo e Angelo Bellucci. Che ovviamente sono subito corsi a stopparla, soprattutto per ridimensionare le ambizioni del fratello Luca, sindaco di Avola che vorrebbe fare il salto di qualità al Parlamento.

“Cannata & friends” hanno già sfoderato un certo protagonismo, soprattutto sul consigliere di #perAugusta da tempo al lavoro come candidato sindaco. L’ultima iniziativa pubblica a sostegno della federazione fra Cambiaugusta e Destinazione futuro, ma in trattativa per allargarsi ai vinciulliani di Attivamente, ha però provocato la reazione dei vecchi cesari forzisti. Che dopo anni di letargo sono tornati in campo, per non farsi sfilare l’iniziativa politica.

Anche Vinciullo pare abbia incassato la negativa dalla leadership storica berlusconiana, nel suo progetto di sindacatura nel capoluogo. Cosa ci può essere di più naturale, quindi, se alla fine si ritrovano insieme la coppia di aspiranti primo cittadino per i due comuni più importanti della provincia, e il sindaco della città capofila del collegio uninominale alla Camera? La cui sorella, deputata regionale di maggioranza, è l’ombrello perfetto per un’alleanza di scopo che oggi si muove come una Forza Italia parallela, e domani chissà.

Cannata (Luca) vuole una candidatura sicura alle politiche, Vinciullo deve andare a stringere per le susseguenti amministrative a Siracusa, eppure è Di Mare che sembra quello con maggiore frenesia. Perché? La partita comunali ad Augusta si giocherà solo fra due anni, tuttavia si sta muovendo come se la scadenza fosse all’orizzonte. Nel capoluogo girano voci insistenti di imminenti dimissioni della sindaca Cettina Di Pietro, ma nulla in città fa pensare che la grillina riluttante sia intenzionata a fare un passo del genere.

Possibile che il consigliere di #perAugusta dia peso a quelle illazioni incontrollabili, al punto da mettere la testa fuori anzitempo col rischio di fare da bersaglio a tutti i cecchini? E’ più probabile che la partita sia più sottile e complessa. Dopo il ritorno di Massimo Carrubba sulla scena pubblica – ma non su quella politica, almeno non ancora – c’è stata una inedita fibrillazione nei partiti. Un’avvisaglia si era avuta col voto alle regionali, quando Nicky Paci era riuscito a coagulare trasversalmente.

Bocciato dai meccanismi della legge elettorale, ma non dalle urne così come accaduto con Vinciullo, l’ex consigliere provinciale è entrato in un fase di “riflessione”. Ma non il gruppo che si era mosso a sostegno, o almeno una parte di questo. Quel progetto finalizzato a evitare un bis 5 Stelle alle comunali sta andando avanti sulle gambe di Marco Niciforo, capogruppo consiliare di Augusta 2020 vicino al Pd però non abbastanza da restarne invischiato.

Di Mare e Niciforo vanno avanti in modi diversi, puntando entrambi a diventare riferimento di un’area moderata che non resta chiusa nei tradizionali steccati di centrodestra e centrosinistra. Nei grillini si sta scaldando la vicesindaco Roberta Suppo, pronta a subentrare a una Di Pietro comunque intenzionata a non ripresentarsi per il bis. Chi sta fuori da queste tre parrocchie, comincia a discutere su chi puntare per bloccare tutti gli altri. E intanto, mentre s’inizia con il solito tutti contro tutti, il consigliere di #perAugusta sottolinea un’evidenza ormai conclamata:“Temo che qualcuno abbia messo gli occhi sulla nostra terra”.

 VINCIULLO: Contrario alla realizzazione del Centro attrezzato per primo soccorso all’interno del Porto Commerciale di Augusta. Intervenga la Regione a bloccare il progetto.

 (CS)Siracusa, 11 gennaio 2018 –  Nel silenzio più assordante di tutte le forze politiche, sociali e sindacali, primo fra tutti quello dell’Amministrazione Comunale di Augusta, il Ministero dell’Interno ha deciso di realizzare, all’interno del Porto Commerciale di Augusta, nei prossimi mesi, un centro attrezzato per primo soccorso – identificazione e accoglienza dei migranti che sbarcheranno nel porto di Augusta. Lo dichiara Vincenzo Vinciullo. L’operazione era già stata bloccata, quando ero Deputato, grazie ad un mio intervento presso la Procura della Repubblica di Siracusa. Il bando, adesso, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e in quella Europea, oltre che sul sito di Invitalia, rappresenta un’ulteriore dimostrazione di arroganza politica e di gestione del territorio, a prescindere dalla volontà dei rappresentanti istituzionali, ammesso che gli stessi abbiano la volontà di rappresentare il territorio per il quale sono stati eletti dai cittadini. L’importo a base d’asta è di oltre 3 milioni di euro e il bando scade fra qualche giorno, cioè il 26 gennaio e prevede anche la manutenzione della struttura per i prossimi due anni. L’accordo, a suo tempo firmato al Ministero dell’Interno e tenuto segreto, prevede che il centro sia operativo per due anni, prorogabili ad altri due ed è evidente che la struttura verrà realizzata all’interno del Porto Commerciale di Augusta, uccidendolo definitivamente. Di fronte a questa notizia drammatica per il futuro occupazionale e lavorativo dei cittadini della provincia di Siracusa, chiedo al Presidente della Regione di intervenire immediatamente, di fare valere le proprie prerogative istituzionali e di dimostrare al Governo Nazionale che in Sicilia c’è un Governo autonomistico, che non intende soggiacere alle imposizioni e alle violenze istituzionali del Governo Nazionale e che non permette la mortificazione del nostro Statuto che garantisce potestà esclusiva sui porti alla Regione Siciliana. Ad essere contrari alla realizzazione del centro di soccorso, identificazione e accoglienza migranti al porto ci spingono la difesa delle funzioni del porto commerciale, la diminuzione costante del numero di migranti che arrivano nei porti italiani e, terzo ma non ultimo, tutta una serie di scandali che, a livello regionale e nazionale, sono venuti fuori laddove ci sono stati centri di accoglienza o comunque strutture che hanno come obiettivo unico quello della gestione dei migranti. Di fronte a tutti questi aspetti negativi, ha concluso Vinciullo, non si capisce perché il Governo Regionale non intervenga e non si capisce, soprattutto, questo silenzio assordante generale che dimostra evidente complicità e connivenza, oltre che sudditanza, nei confronti di una scelta scellerata del Governo Nazionale.  

DI MARE: “Contrari al Centro di primo Soccorso al porto commerciale ed al CAS, Augusta paga già un prezzo alto”

 (CS) Augusta, 11 gennaio 2018 – Sembra che una regia nazionale con il tacito assenso di basisti locali voglia trasformare Augusta in una nuova Mineo, questo quanto dichiara il Consigliere Comunale di #perAugusta Giuseppe Di Mare. Le forzature – afferma Di Mare – che il Ministero dell’Interno insieme agli organi territoriali stanno attuando sul nostro territorio ci lasciano veramente amareggiati. Credo che il CPSA (Centro di primo soccorso e accoglienza) rappresenti la pietra tombale allo sviluppo del porto commerciale ed è evidente a mio giudizio come qualsiasi struttura dedicata all’accoglienza dei migranti sia incompatibile con lo sviluppo del nostro porto. Anche sulla temporaneità della struttura nutro forti dubbi, gli stessi che qualche rappresentante nazionale avrebbe dovuto fugare quando si parlava della sede dell’Autorità portuale: il disegno ormai è chiaro, ridurre al minimo le possibilità di sviluppo del porto di Augusta con i comportamenti consenzienti di basisti locali. Ma c’è di più – dice Di Mare – sembra ormai sicura infatti la nascita di un centro di accoglienza straordinaria (CAS) in Città, per ospitare ulteriori 150 migranti: noi diciamo no anche a questa nuova struttura. Augusta e il suo porto – continua Di Mare – non possono diventare il centro nazionale dei migranti, altrimenti si dica chiaramente ed ognuno, conseguentemente, si assuma le proprie responsabilità senza giocare a nascondino. La gestione dei centri di accoglienza è in mano ai privati nel nostro Paese, il più delle volte – conclude il Consigliere Comunale Giuseppe DI MARE – animati solo dall’interesse del business dell’accoglienza; temo che qualcuno abbia messo gli occhi sulla nostra terra.

 

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