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Augusta- Delrio sollecita al Ministro Orlando la pubblicazione del decreto dello scippo Adsp e Crocetta gioca sulla data dell’incontro con i sindacati.

Il porto di Augusta in mano a scippatori di sede

Il porto di Augusta  in mano al Ministro Delrio

 (Massimo Ciccarello) Augusta, 12 aprile 2017 -  Graziano Delrio conferma il decreto che scippa ad Augusta la sede dell’Autorità di sistema portuale, spostandola a Catania. Il ministro ne ha dato notizia durante il question time alla Camera del 12 aprile, in risposta a un’interrogazione presentata da Stefania Prestigiacomo. L’ex ministra forzista l’aveva sollecitato a chiarire, e il titolare alle Infrastrutture non si è sottratto. Comunicando che il provvedimento è in attesa di uscire sulla Gazzetta ufficiale. E che addirittura la sua pubblicazione è già stata sollecitata al ministero della Giustizia ben due volte, il 16 febbraio e il 31 marzo.

  Sarebbe quindi il dicastero retto da Andrea Orlando l’ultimo baluardo di difesa. Al quale non a caso si erano rivolti i sindacati provinciali durante il suo tour primarie Pd a Siracusa, l’11 aprile. La risposta di Delrio è stata devastante per le speranze di mantenere immutata la sede Adsp. Perché utilizza il ricorso di Assoporto presentato al Tar di Catania, per affermare la legittimità del provvedimento sostenendo che i giudici amministrativi si sarebbero espressi in questa direzione. Affermazione fortemente contestata dall’associazione imprenditoriale, che ha subito diffuso un comunicato di smentita.

  La presidente Marina Noè, inoltre, fa sapere di un suo incontro romano con Simona Vicari. La sottosegretaria dello stesso ministero di Delrio l’ha ricevuta insieme al responsabile di Confcommercio Siracusa per la sezione porti, Francesco Diana. Alla senatrice sono stati esposti i punti critici del decreto di spostamento per la sede, ma non è dato conoscere se da questa siano giunte assicurazioni e di quale genere.

  Un faccia a faccia che il ministro, poche ore dopo, ha reso sostanzialmente inutile col suo intervento in aula. “Mantenendo il punto con un’arroganza inaudita - scrive Noè – che ha fatto sorgere il dubbio che a volere questo scippo istituzionale non fosse il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che potrebbe essere stato utilizzato, ma un accordo tra compagni di partito: il sindaco di Catania, Enzo Bianco, e lo stesso Delrio”.

  Un dubbio che, evidentemente, solo Assoporto non coltivava da tempo. E che spiega come ora si aggrappi a un incontro col governatore, che però rischia di trasformarsi in una semplice passeggiata a Palermo. Perché è stato lo stesso Crocetta a dare l’ultimo via libera, nonostante le proteste arrivate dal Siracusano, concedendo l’assenso alla nomina di Andrea Annunziata come presidente Adsp. Il diniego al nulla osta era l’unica arma politica per bloccare Delrio. La Regione prima ha rinunciato alla possibilità di stoppare il ministero, e poi ha acconsentito a incontrare sindaci, sindacati e imprenditori del Petrolchimico.

  Un vertice a questo punto sostanzialmente inutile, che potrebbe trasformarsi addirittura in una beffa se nel frattempo la Gazzetta ufficiale mandasse in stampa il decreto Delrio. Fra l’altro la data dell’incontro a Palazzo d’Orleans è diventata un vero e proprio giallo politico. Le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil erano state convocate per il 20 aprile, alle 14. Ma Noè ora fa sapere che “il 19 aprile sarà a Palermo dal governatore siciliano Crocetta”. Un incontro che Assoporto dice “si svolgerà a seguito di una nostra richiesta all’assessore regionale Bruno Marziano, cui siamo stati invitati insieme a sindacati e sindaci”.

  Solo che proprio Marziano aveva gestito il calendario della riunione palermitana, chiesta dai sindacati. L’anticipo della riunione, comunicata dall’associazione portuale, pare lo abbia colto di sorpresa. Il siracusano nella giunta regionale avrebbe incassato l’ennesimo siluro, dopo essersi fatta passare sotto il naso la richiesta di Crocetta per lo spostamento a Catania della sede Adsp.

  Assoporto invece mostra un’influenza insospettata, ma non insospettabile, nelle stanze presidenziali. Segnale indicatore che una nomina dirigenziale nell’Autorità a trazione catanese potrebbe essere espressa proprio dall’entourage Noè. Magari con il beneplacito di quei 5 Stelle che, dopo la convention di Davide Casaleggio a Ivrea, ora cominciano ad arruolare nel mondo imprenditoriale.

 COMUNICATO MARINA NOE’ PRESIDENTE DI ASSOPORTO AUGUSTA

 (CS) Augusta, 12 Aprile 2017 – Sede dell’Autorità di Sistema del Mare della Sicilia orientale a Catania: la battaglia di Assoporto Augusta per il ripristino della sede ad Augusta non si ferma soprattutto dopo la risposta al question time di Delrio di oggi pomeriggio. Stamattina, insieme a Confcommercio Siracusa, Assoporto ha incontrato a Roma il sottosegretario ai Trasporti Vicari e il 19 aprile sarà a Palermo dal Governatore siciliano Crocetta. Oggi insieme al responsabile della sezione porti di Confcommercio Siracusa, Francesco Diana, abbiamo incontrato a Roma il sottosegretario ai Trasporti Simona Vicari a cui abbiamo rappresentato il nostro punto di vista e tutti gli elementi che hanno caratterizzato questa brutta vicenda. Ci auguriamo che il ministero possa, anche attraverso l’intervento del sottosegretario, riconoscere la dovuta  importanza che riveste la questione del trasferimento della sede dell’ Autorità di sistema del Mare di Sicilia orientale  da Augusta a Catania, per evitare che due porti fondamentali, che hanno specificità completamente diverse e complementari, possano non  trovare quella giusta sinergia e collaborazione  per lo sviluppo della portualità in Sicilia orientale. Una sinergia necessaria su cui si basa anche l’intera riforma della portualità che – non c’è dubbio- sia già minata  da quello che noi continuiamo a ritenere un sopruso ai danni di Augusta.

All’onorevole Vicari abbiamo ribadito che non sono assolutamente messi in dubbio l’importanza e il valore, per certi versi anche storico, della riforma del ministro Delrio, sulla quale il nostro giudizio è assolutamente positivo. Anzi abbiamo salutato fin da subito  la riforma con grande positività,  pensando che si stessero finalmente ponendo le giuste basi per far decollare la portualità anche in Sicilia, ma non possiamo non sottolineare come il percorso intrapreso proprio al suo avvio sia opposto alla sua stessa riforma nonchè a tutti i piani strategici italiani ed europei posti alla base della stessa, ponendo tra l’altro il neo presidente Andrea Annunziata, al quale diamo il nostro benvenuto, in una situazione poco serena e complicata nella gestione.

Al sottosegretarioVicari abbiamo chiesto di poter svolgere ogni utile azione affinchè il ministero delle infrastrutture possa riconsiderare la questione, provando ad ascoltare le nostre posizioni. Quelle stesse posizioni che spiegheremo direttamente al presidente della regione  Crocetta durante l’incontro che si svolgerà a Palermo a seguito di una nostra richiesta all’ assessore regionale Bruno Marziano, cui siamo stati invitati, insieme a sindacati e sindaci, e che si terrà il prossimo 19 aprile.

Abbiamo però, ascoltato il question time con il quale il ministro Graziano Delrio nel pomeriggio ha risposto all’onorevole Stefania Prestigiacomo, mantenendo il punto con un’arroganza inaudita che ci ha fatto sorgere il dubbio che a volere questo scippo istituzionale non fosse il presidente della Regione che potrebbe essere stato utilizzato, ma un accordo tra compagni di partito, tra il sindaco di Catania  Bianco e lo stesso Delrio.

Il ministro ha utilizzato un’ordinanza del Tar che riguarda esclusivamente la sospensiva del decreto come se avesse trattato il merito e non ha saputo rispondere ai molteplici punti di illegittimità da noi sollevati e che saranno oggetto di trattazione  appunto nel merito.

In modo grottesco ha cercato di addebitare, a questioni tecniche, la mancata pubblicazione del decreto, fomentando quella sensazione di pasticcio burocratico che la sentenza del Tar ha fatto emergere.

La poca trasparenza con la quale è stata gestita tutta quest’operazione che, ricordiamo, non ha mai avuto un avallo delle istituzioni di Augusta e di tutta la provincia di Siracusa, ci costringe a continuare nella nostra determinazione, con tutti gli atti conseguenti.  Ci auguriamo, comunque, sempre che la correttezza e la ragionevolezza alla fine abbiano la meglio.

 

 

 

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