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Augusta – Comune e Governo sotto la bandiera M5s, Assoporto chiede subito la restituzione della sede Adsp:”Un atto di legalità”. Si spera pure per il Muscatello e l’Inps

La sindaca Di Pietro col vicepremier Di Maio

La sindaca Di Pietro col vicepremier Di Maio

(Massimo Ciccarello) Augusta, 3 giugno 2018 -  Su Palazzo di città e su Palazzo Chigi sventola adesso l’identica bandiera a 5 Stelle. Ma l’unica ad accorgersene sembra essere Marina Noè, che senza aspettare l’evanescente politica locale ha subito posto la questione degli scippi subiti dalla città. A partire dalla Port authority, la madre di tutti i colpi di mano dei governi di centrosinistra, messi a segno approfittando del vuoto di rappresentanza istituzionale rappresentato dall’amministrazione grillina. Perciò quando il pentastellato Danilo Toninelli è diventato titolare del ministero alle Infrastrutture, immediatamente è partito il comunicato di Assoporto con una richiesta semplice semplice alla sindaca Cettina Di Pietro, e al suo senatore di maggioranza Pino Pisani: ora fateci restituire l’autorità portuale.

  C’è voluta questa ex assessora regionale all’Industria per ricordare agli amministratori comunali, e al parlamentare M5s, cosa può significare per Augusta un governo “amico” politicamente. Chiediamo al ministro di ripristinare la legalità violata, ritirando in autotutela il decreto a firma Delrio relativo allo spostamento della sede dell’Adsp”, scrive Noè. Nel documento ripercorre le tappe di una “congiura” del Pd catanese, che a Roma aveva trovato le sponde giuste per portare sotto l’Etna una sede spettante di diritto ai porti Core. Quel trasloco, formalmente, è stato autorizzato solo per due anni. Perciò non sarebbe affatto complicato rimettere le cose come stavano.

  Anche perché il provvedimento ministeriale era fondato su una relazione “tecnica” fasulla, confezionata nell’estate 2016 dall’assessore regionale Giovanni Pistorio. Il catanese era stato poi costretto alle dimissioni per rapporti poco chiari con alcuni gruppi armatoriali siciliani. Ma il governatore Rosario Crocetta non ne aveva sconfessato l’operato sull’Adsp (salvo poi ammettere, una volta persa la poltrona, che si era trattato di una carognata”). Perciò Delrio aveva potuto chiudere la pratica del trasferimento, incurante dei ricorsi al Tar e al Cga presentati da Assoportounitamente ai sindaci della città di Augusta, Melilli e Priolo”.

  L’esperta Noè va a pizzicare le corde dello stesso mandolino grillino, ricordando “che non si tratta di mero campanilismo ma del rispetto di una norma e quindi di un atto di legalità”. La sindaca Di Pietro, e il senatore Pisani, adesso hanno tutti gli strumenti politici per far valere concretamente quella #legalità usata a piene mani in campagna elettorale (e per osteggiare l’opposizione consiliare). La sede dell’Autorità portuale adesso è nelle loro mani, potendo contare su orecchie attente nel governo. Che non sono solo quelle di Toninelli.

  La grillina catanese Giulia Grillo, ad esempio, è ministra alla Sanità. Quale migliore interlocutore per l’amministrazione 5 Stelle, e per l’ex primario Pisani, per ottenere di svincolare il Muscatello dai piani di risparmi sulla spesa sanitaria. Basterebbe un decreto che lo esenta perché ricadente in un’area ad elevato rischio di crisi ambientale, e la Regione avrebbe così gli strumenti giuridici e finanziari per rilanciare il nosocomio. In Italia le aree di crisi sono 12, ma quelle al Nord possono contare contare su una rete ospedaliera più capillare e meglio collegata. Per le 8 del Meridione, invece, la chiusura o il ridimensionamento di un presidio sanitario significa lasciare senza diritto alla salute quella popolazione martoriata da inquinamento.

  Riconoscere per decreto ministeriale questo dato di fatto, a prescindere dal “ce lo chiede l’Europa”, non sarebbe politicamente complicato né particolarmente costoso riguardo le coperture finanziarie. Il Muscatello non si troverebbe più nella condizione denunciata dal consigliere forzista Enzo Canigiula, in cui “oggi conta di 60 posti letto (minimo storico) che potrebbero essere ulteriormente ‘depredati’ (ovviamente in via temporanea ma la gestione sanitaria ci ha abituati a cose ben peggiori)”. E dove “per far fronte alle legittime esigenze del personale infermieristico di accedere al periodo di ferie, pare si sia pensato di accorpare i reparti di neurologia (10 posti letto) e medicina (18 posti) con conseguente ridimensionamento di neurologia”.

  Anche l’ultimo scippo, quello dell’Inps, potrebbe essere sventato con un po’ d’impegno verso il nuovo governo. La sede augustana è l’unica in Sicilia ad essere soppressa. Nonostante il bacino di utenza, gli indici di produttività e i costi generali non imponessero una scelta di questo tipo. L’Istituto si è preso la scusa che il Comune non ha dato i locali per mantenere almeno un Punto informazioni. L’amministrazione sostiene che non ne ha e non ne può affittare per ragioni di dissesto. E visto che la determina di chiusura del presidente Tito Boeri non affonda le radici in alcuna giustificazione di natura economica, sarebbe facile rimettere a posto le cose per il nuovo ministro del Lavoro targato 5 Stelle.

  Cioè quel Luigi Di Maio che Di Pietro si affrettata a esibire nell’immagine suo profilo social personale, aggiornato appena è diventato vicepremier, mentre sale compita al suo fianco le scale del palazzo di città. “Il  mio voto conta”, ha scritto la sindaca sotto la foto-ricordo, corredata dall’hashtag di prammatica. Ora ha l’opportunità di far vedere quanto.

 

COMUNICATO STAMPA

(CS) Augusta, 3 giugno 2018 – Assoporto Augusta si augura che il nuovo ministro ai Trasporti Danilo Toninelli del movimento 5 Stelle attenzioni le problematiche del Porto di Augusta. 

Salutiamo la nomina di Danilo Toninelli del movimento 5 Stelle alla guida di un così delicato ministero.  Auspichiamo una maggiore sensibilità per il porto di Augusta rispetto al recente passato. Chiediamo al Ministro, di ripristinare la legalità violata, ritirando in autotutela il decreto a firma del ministro Delrio relativo allo spostamento della sede legale dell’Autorità di sistema portuale del Mare della Sicilia Orientale”.

Assoporto Augusta, si congratula con il nuovo ministro l’indomani del suo insediamento.  Ricordiamo che l’associazione che riunisce numerose e importanti imprese portuali Augustane, si è opposto al trasferimento della sede dell’Autorità Portuale da Augusta a Catania voluta dal precedente ministro Graziano Delrio, dall’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta e dal sindaco della città etnea Enzo Bianco.  I ricorsi al Tar ed al CGA, presentati unitamente ai sindaci della città di Augusta, Melilli e Priolo, subito dopo il decreto che scippava la sede al porto megarese, unico porto Core della Sicilia, hanno sospeso l’efficacia dell’operazione, spostando a  un’ udienza di merito ogni decisione.  Assoporto  ha presentato tramite i propri legali un corposo e dettagliato dossier, relativo alla documentazione intercorsa tra regione Siciliana e Ministero in cui si evidenziano tutte le irregolarità di fatto e di diritto.

“Siamo certi che il sindaco della città Maria Concetta Di Pietro e il senatore Pino Pisani, – conclude Marina Noè – non mancheranno di portare la problematica all’attenzione del ministro, ribadendo quanto più volte sottolineato in relazione al fatto che non si tratta di mero campanilismo, ma del rispetto di una norma e quindi di un atto di legalità.

Potrebbe essere per il nuovo ministro la prima di una lunga serie di azioni concrete per lo sviluppo del porto di Augusta e il rispetto che merita grazie alle sue caratteristiche e la posizione centrale che occupa nel Mare Mediterraneo.

COMUNICATO Vincenzo Canigiula  (Consigliere comunale)

(CS) Augusta, 3 giugno 2018 – Con il sopraggiungere del periodo estivo si rincorrono voci preoccupanti che riguardano 2 reparti del nosocomio di Augusta. Pare infatti che per far fronte alle legittime esigenze del personale infermieristico di accedere al sacrosanto periodo di ferie, si sia pensato di accorpare i reparti di neurologia (10 posti letto) e medicina (18 posti letto) con conseguente fatale ridimensionamento dei posti letto di neurologia. Questo può avvenire in un ospedale con un cospicuo numero di posti letto e non certo al Muscatello a causa del già precario numero di posti letto.

Aggiungo che statisticamente nel periodo estivo si eleva esponenzialmente il rischio ictus per cui è assolutamente inopportuno portare avanti un’ipotesi che potrebbe significare disagio con rischio della vita del paziente e altrettanto pericoloso rischio di sovraffollamento del Pronto Soccorso.

Il nostro ospedale oggi conta di 60 posti letto (minimo storico) che potrebbero essere ulteriormente “depredati” (ovviamente in via temporanea ma la gestione sanitaria del Muscatello ci ha abituati a cose ben peggiori).

Ma perché si giunge a questo?

Nel mese di novembre non sono stati rinnovati i contratti del personale infermieristico precario. Questi non solo non sono più stati reintegrati ma è un dato di fatto che le uniche assunzioni andate in porto hanno riguardato personale infermieristico che è servito per l’apertura di Terapia Intensiva (Rianimazione) degli Ospedali di Avola e di Lentini “dimenticando” di reintegrare il personale precario licenziato ad Augusta nel novembre 2017.

Auspico che i vertici dell’ASP, e su questo vigilerò con attenzione, intervengano per scongiurare quello che potrebbe diventare l’ennesimo “saccheggio” del nostro ospedale trovando una soluzione che possa far godere del sacrosanto periodo di riposo il personale infermieristico dell’ospedale di Augusta senza intaccare il numero dei posti letto, ma soprattutto affinchè a pagare non sia ancora una volta la nostra città.

  

 

 

 

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