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Augusta – Chi approva i piani di lottizzazione? L’ex vicesindaco Schermi fa scoppiare il caso, dopo la risposta a un’interrogazione smentita dalla segreteria del Comune. Intanto la Procura indaga

 

Adriana Commendatore

Adriana Commendatore Assessora all’Urbanistica

(Massimo Ciccarello) Augusta, 22 marzo 2018 -  Documenti ufficiali che si contraddicono fra loro, norme già superate che vengono applicate inopinatamente, pareri legali della Regione che vengono “ignorati” nonostante siano vecchi di un anno, e pratiche edilizie che decollano dopo anni nei cassetti. L’Urbanistica si rivela bestia nera anche per i 5 Stelle “del cambiamento”. Come le “amministrazioni precedenti”, incappano nelle maglie della Procura per vicende legate a presunte irregolarità nelle autorizzazioni edilizie. A rivelare l’inchiesta su alcuni piani di lottizzazione approvati dalla giunta M5s, è stata l’assessora Adriana Commendatore, durante la seduta consiliare del 21 marzo.

La titolare della rubrica ha risposto a un’interrogazione del consigliere Giuseppe Schermi, su 5 lottizzazioni “concesse in assenza di linee guida” del piano regolatore. Approvazioni che risalgono fra la fine del 2016 e gli inizi del 2017, cioè quando non era ancora diventata assessora, dopo essere rimaste ferme all’ufficio tecnico per molti anni. Nel chiarimento chiesto dall’ex vicesindaco grillino, oggi all’opposizione con Diem25, Commendatore fa riferimento a una nota dell’ufficio Urbanistica. Precisando che “gli allegati in essa citati non sono stati forniti, in quanto è pendente indagine presso la Procura di Siracusa”, fornisce tuttavia una spiegazione che alimenta nuovi dubbi sull’operato del suo predecessore, Gigi Minozzi.

L’architetto siracusano, più esperto in convegni sulla “smart city” che a districarsi nella burocrazia di settore, si era improvvisamente dimesso l’1 giugno 2017. Cioè pochi giorni dopo la notizia che i pm volevano vedere chiaro sul via libera a quei progetti dell’interrogazione. Le lottizzazioni, infatti, erano state approvate direttamente dalla giunta. Una novità rispetto al passato, che prevedeva invece l’esame dell’aula consiliare. Tanto che Schermi, il 30 giugno, aveva presentato un’interrogazione dove chiedeva se l’amministrazione intendeva “sottoporre all’approvazione del consiglio i piani di lottizzazione”. La risposta gli è arrivata 8 mesi dopo, da un’assessora estranea a quella scelta.

“Si tiene a rilevare che la sottoposizione al competente organo non è una prerogativa dell’amministrazione, trattandosi di competenze stabilite per legge e, come tali, sottratte a scelte discrezionali”, precisa il documento di replica dell’Urbanistica. Spiegando che “ci si è conformati alle previsioni nazionali” del 2011,recepite in Sicilia nel 2014, “alla stregua di quanto fatto da tutti i Comuni dell’Isola”. E’ una risposta sorprendente, questa fornita a Schermi nero su bianco. Perché appena 3 settimane prima, il 26 febbraio scorso, la segreteria generale del Comune ha dato un parere diametralmente opposto.

“La proposta sarebbe di competenza consiliare”, esplicita chiaramente il documento, che nega una prerogativa esclusiva della giunta sulle lottizzazioni. Quanto al profilo dell’organo competente alla approvazione - viene spiegato – si è appreso di un parere dell’Ufficio legislativo della Regione, che non ritiene applicabile la disposizione del decreto sviluppo che prevede la competenza della Giunta per l’approvazione dei piani di lottizzazione. L’ufficio legislativo ritiene che l’approvazione da parte della Giunta sia incompatibile con l’ordinamento regionale”.

  Fra l’altro non si tratta di una nuova “visione” interpretativa. Perché i pareri regionali citati dall’attuale segreteria del Comune – retta da un titolare diverso dall’epoca dei fatti – portano la numerazione 20216/2015 e 24394/2016. Cioè, erano già stati rilasciati quando la giunta si avventurava in quelle approvazioni finite poi all’attenzione della Procura. Com’è possibile che adesso quella vecchia interpretazione, già superata quando gli assessori si prendevano responsabilità che non competevano loro, sia nuovamente riemersa su un atto ufficiale, come una risposta scritta a un’interrogazione consiliare?

  L’amministrazione che contraddice sé stessa su un fatto già sotto la lente della Procura, non tocca solo le vicende dell’assessorato Urbanistica, tallone d’Achille per chiunque sia passato dal Palazzo, ma investe proprio i rapporti fra giunta e consiglio. Da tempo l’opposizione denuncia di subire ostruzionismo nell’accesso agli atti, che le impedirebbe un efficace esercizio della propria funzione di controllo. Adesso quella difficoltà di controllare il Palazzo acquista una sfumatura molto “delicata”.

   “Quale consigliere comunale - dichiara Schermi – posso esercitare il mio diritto-dovere di controllo politico-amministrativo in consiglio solo attraverso le interrogazioni. Ma se pervengono dopo molti mesi e sono pure contrarie ad altri atti ufficiali del Comune, quale attendibilità hanno le risposte dell’amministrazione?”.

 

 

 

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