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Augusta – Ancora una protesta della minoranza contro la presidente e anche Schermi abbadona l’aula. Solo il Prefetto può risolvere la diatriba.

L'aula vuota del Consiglio Comunale di Augusta

L’aula vuota del Consiglio Comunale di Augusta


 (Massimo Ciccarello) Augusta, 17 maggio 2017 – A questo punto solo l’intervento diretto del prefetto Giuseppe Castaldo, può assicurare che il consiglio comunale di Augusta continui a funzionare correttamente. Il 17 maggio, per le terza volta di seguito e per la seconda seduta consecutiva, la minoranza ha disertato in massa i lavori a palazzo San Biagio. La protesta contro presidente grillina Lucia Fichera, per la conduzione sbilanciato dei lavori, si è inasprita ulteriormente. Persino l’ultimo oppositore che resisteva a presenziare, l’ex vicesindaco Giuseppe Schermi, ha abbandonato platealmente dopo l’ennesimo scontro con la sindaca M5S Cettina Di Pietro. Lasciata come sempre libera di gestire la polemica, anche sul piano personale, contando sulla compiacenza della presidenza anche nell’impedire le repliche.

  Schermi ha preso la borsa e se n’è andato mentre si discuteva sulla gestione dell’emergenza migranti, dopo che Fichera gli ha fatto portare via il microfono. Togliendoli la possibilità di intervenire quando la sindaca quando debordava, sollecitando la presidente a bloccarla. Un battibecco neanche fra i più accesi, rispetto quelli che hanno caratterizzato gli ultimi mesi. Ma che ha dato la misura di come nell’opposizione si stata superata ogni soglia di tollerabilità. Se ormai basta una scintilla per far scoppiare un incendio fra amministrazione e minoranza, il fuoco comincia a propagarsi anche dentro lo stesso “moVimento”.

  Per la prima volta è emersa visibile la frattura fra il gruppo consiliare e Di Pietro. La sindaca ha cercato di far rinviare la trattazione di una mozione sul “no Muos”, per avere il tempo di ripristinare il dialogo fra opposizione e presidenza. Fuori onda, pare che dai banchi grillini sia volato pure un significativo “non siamo qui solo a fare quello che dite voi”. E’ andato invece in diretta l’intervento del capogruppo pentastellato Mauro Caruso, quando si è messo di traverso alla richiesta arrivata dall’amministrazione. Dopo una sospensione, si è adeguato ai desiderata del Palazzo. Ma il nervosismo è rimasto palpabile, chiaro segnale che la tenuta del gruppo consiliare non è più garantita a priori.

  Di Pietro ha trovato in Fichera uno strumento perfetto per gestire il consiglio. Ma il troppo stroppia e la sua difesa a oltranza comincia a destabilizzare. La pec della Corte dei conti rimasta nel cassetto all’insaputa degli stessi colleghi di meet up, nonostante l’esplicita disposizione sulla trasmissione ai consiglieri, è stato uno spartiacque. Ora che l’atteggiamento della presidente sta esponendo tutti i 5 Stelle a conseguenze spiacevoli, sotto ogni profilo, in casa pentastellata pesa oltremodo il ritardo sulla programmata rotazione nella carica. La sindaca non riesce più a imporre la sua volontà infischiandosene delle regole interne.

  L’assenza degli assessori in aula, durante l’ultima seduta, è giustificata dall’ordine del giorno ma ingiustificata dal momento politico. La presidente del consiglio cerca di mantenere la poltrona e salvarsi dall’ormai inevitabile intervento della prefettura, convocando per i prossimi giorni un incontro con la minoranza. Spera di uscirsene con un documento condiviso pure dalla maggioranza, in cui si garantisce all’opposizione agibilità politica. Ma in realtà è solo una boccata d’ossigeno, quella che cerca la coppia Fichera-Di Pietro. Perché il 9 maggio un durissimo documento sulle numerose omissioni della presidenza era già stato protocollato agli atti. E su quello non è arrivata alcuna risposta. Continuando di questo passo rischiano di doverla dare in altre sedi.

 DOCUMENTO DELLA MINORANZA CONSILIARE  Al Presidente del Consiglio Comunale di Augusta  

(*CS)L’articolo 22 del Regolamento che norma le sedute di questo Consiglio Comunale stabilisce che “il Presidente dell’Assemblea consiliare rappresenta l’intero consiglio, ne tutela la dignità ed i diritti e, nell’esercizio delle sue funzioni, deve ispirarsi a criteri di imparzialità”.

Il Presidente del Consiglio Comunale di Augusta, sig.ra Lucia Fichera, ha invece disatteso i compiti previsti dalle norme in vigore, andando al di là delle specifiche funzioni demandate alla carica istituzionale non ispirandosi ai criteri di imparzialità e di trasparenza, espressamente contemplati dal Regolamento, ma si è apertamente schierata a favore dell’Amministrazione in carica, tenendo un comportamento frequentemente lesivo delle funzioni dei consiglieri comunali.

Il Presidente del Consiglio Comunale, sig.ra Lucia Fichera, nella gestione dei lavori dell’assise ha reiteratamente dato dimostrazione di assoluta mancanza di imparzialità, non offrendo alcuna garanzia di trasparenza e di tutela della dignità nonché del ruolo dei consiglieri comunali.

Anche durante il corso dei lavori consiliari il Presidente si atteggia a censore, si arroga il diritto di interrompere pretestuosamente, nel corso dei loro interventi, i suoi colleghi consiglieri di opposizione, verso i quali mostra un’aria di sufficienza quando, sindacando il loro operato, esprime valutazioni di merito sui contenuti esposti.

Di contro il Presidente concede al Sindaco di intervenire al dibattito in aula senza limitarne il numero degli interventi ed i tempi di esposizione.

Abbiamo accolto con grande preoccupazione la mancata trasmissione, da parte del Presidente ai consiglieri comunali, della nota della Corte dei conti sulle gravi irregolarità di gestione in materia contabile di questo ente. Tale atto è rimasto nel cassetto per circa tre mesi e solo quando i consiglieri dell’opposizione, il 7 febbraio scorso, hanno richiesto copia di quel verbale, il Presidente si è affrettato ad inviarlo a tutti i consiglieri che intanto avrebbero dovuto esprimersi sul bilancio, all’oscuro dei contenuti di questo importante documento. Ne consegue che tale comportamento rischia di causare eventuali responsabilità personali a cui i consiglieri comunali sono soggetti nell’esercizio delle loro funzioni.

Le sedute dei consigli comunali, le cui convocazioni sono quasi sempre prive dell’intesa con i capigruppo, sono appositamente fissate a distanza di troppo tempo l’una dall’altra con l’evidente motivo di evitare il confronto in aula con l’opposizione.

Abbiamo atteso fino alla fine anche questa volta, convinti di dover concedere sempre la possibilità al Presidente di dimostrare di avere fatto tesoro degli errori commessi e di non ripeterli. E invece nulla è cambiato.

Appare quanto mai opportuno elencare alcuni degli ultimi atti inoltrati dai consiglieri di opposizione che a tutt’oggi non sono stati trattati in consiglio comunale senza giustificati motivi, nonostante siano stati abbondantemente superati i tempi previsti dal regolamento:

  • revoca dell’anticipazione di cassa degli 8 milioni di euro;
  • mozione sfiducia dell’assessore Sirena;
  • interrogazione sull’ispezione del commissario regionale Ganci presso il nostro comune con possibili responsabilità di danno erariale;
  • richiesta di ODG su raccolta differenziata;

Questa opposizione ha un unico interesse: discutere i temi più importanti che investono la città senza che essi subiscano eccessivi ritardi prima di approdare in aula o, in alcuni casi, rimangano addirittura richieste inevase.

A tal proposito richiamiamo quei temi recenti che il Presidente doveva sentire l’obbligo di portare in aula:

  • aggiornamento tematica sede della ADSP
  • questione immigrazione e centri di accoglienza
  • approvazione della rete ospedaliera
  • confronto circa le ultime vicende in tema ambientale

Pertanto, per le sopra esposte considerazioni, i sottoscritti consiglieri comunali, diserteranno le sedute del consiglio comunale fin tanto che il Presidente non disponga un ordine del giorno inserendo gli atti dei consiglieri di opposizione non ancora trattati ed i temi di rilevanza sociale sopra menzionati, che dimostrino inequivocabilmente la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini piuttosto che la difesa della parte politica cui appartiene.

Siamo coscienti che la nostra posizione circa l’assenza di oggi dai lavori dell’aula significa dare un ulteriore battuta d’arresto alla città, in quanto i temi da trattare non potranno godere del contributo dell’opposizione.

Tuttavia siamo consapevoli che il percorso tracciato da chi amministra, per maggioranza numerica, questo consiglio comunale, non porterà nessun contributo positivo ai cittadini.

Per questo motivo, rivolgiamo al Presidente ed ai silenti consiglieri di maggioranza, un ulteriore monito affinché si mettano da parte l’opportunità politica ed il populismo becero di cui troppo spesso ci si avvale, per chiedere con forza di puntare dritto alla soluzione dei problemi che interessano la nostra città.

* I consiglieri comunali di opposizione

DOCUMENTO DEL M5S SULLA PROTESTA DELLA MINORANZA

(*CS)Augusta, 17 maggio 2017 – Dall’insediamento dell’Amministrazione 5 Stelle siamo stati tacciati di essere un circolo chiuso, di non voler ascoltare le proposte della minoranza.

E’ stato un susseguirsi di accuse (MAI PROVATE), in consiglio comunale, di illazioni su presunti favoritismi e disonestà, arrivando a paventare, da parte di alcuni, anche atteggiamenti mafiosi.

La maggioranza ha votato ben 10 mozioni d’indirizzo presentate dai consiglieri di minoranza, altre 3 sono state presentate e votate congiuntamente da tutti i consiglieri, dimostrazione che le accuse di aver instaurato una dittatura sono pretestuose ed infondate.

COMPLESSIVAMENTE SU UN TOTALE DI 14 MOZIONI PRESENTATE DALL’OPPOSIZIONE NE SONO STATE VOTATE E APPROVATE 10, OVVERO IL 71%.

I numeri, più delle parole, parlano chiaro, a quasi 2 anni dalle elezioni i fatti, quindi, dimostrano altro.

Il Gruppo Consiliare M5S è stato e sarà sempre aperto al dialogo, per sostenere mozioni e battaglie per il bene di Augusta, senza guardare al colore politico di chi la propone.
Con fermezza diciamo basta al continuo stillicidio di accuse che in 2 anni abbiamo subito, i dati sopra riportati parlano chiaro, più di qualsiasi comunicato o veemente intervento in consiglio.
Il dialogo democratico non vuol dire che si debba approvare supinamente qualsiasi richiesta proveniente dalla minoranza, con il rischio di essere tacciati di aver creato una dittatura, significa ascoltare le rispettive opinioni, senza preconcetti o ripicche, ed essere pronti ad accettare e fare proprie le altrui proposte.

Per noi è questa la democrazia, uscita da libere elezioni, lo abbiamo dimostrato votando le proposte della minoranza, il contrario invece è accaduto molto raramente.
I 30 consiglieri e l’Amministrazione hanno un enorme responsabilità, amministrare Augusta e farla uscire dal pantano degli ultimi 20 anni.

I 17 consiglieri del M5S hanno ben presente il peso delle proprie responsabilità e sosterranno le buone idee sia in consiglio che nelle commissioni, ovvero i luoghi deputati al dialogo ed al confronto, dove proporre le soluzioni per la rinascita di Augusta.

 *GRUPPO CONSILIARE MOVIMENTO 5 STELLE AUGUSTA Il Capogruppo Mauro Caruso.

 

 

 

 

 

 

 

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