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La passata in rassegna dello schieramento

La passata in rassegna dello schieramento

GIORNO DELL’UNITÀ NAZIONALE E GIORNATA DELLE FORZE ARMATE 4 NOVEMBRE 2017

 Il testo del discorso che il Prefetto, Giuseppe Castaldo, ha tenuto oggi nel corso della manifestazione presso la Capitaneria di Porto di Siracusa.

 

Alza bandiera

Alza bandiera

Celebriamo oggi la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.  Il 4 novembre è, infatti, l’anniversario della vittoria nel primo conflitto mondiale, che portò a compimento il processo di Unità Nazionale avviato con il Risorgimento.

Un risultato ottenuto al prezzo di enormi sacrifici da parte di tanti soldati, anche giovanissimi, provenienti da diverse parti del Paese, che si sono trovati a combattere insieme al fronte ed hanno dato la propria vita per l’Italia unita.

Per questo la giornata dell’Unità d’Italia coincide con quella delle Forze Armate, e sono particolarmente lieto di poter celebrare con voi questa ricorrenza, così carica di significati ma che, come tutte le ricorrenze, rischia di essere solo una consuetudine che si ripete.

Oggi, invece, deve essere una giornata importante perché ciascuno di noi, tutta la Nazione, fa memoria del suo passato e onora i suoi caduti.

La memoria è un valore fondante su cui poggia il nostro presente. I monumenti o le targhe commemorative, davanti alle quali spesso passiamo indifferenti, sono luoghi simbolici fondamentali che ci ricordano i valori del sacrificio, dell’eroismo, del coraggio e dell’altruismo, che hanno contribuito a rendere l’Italia una Nazione Unita.

Sono gli stessi valori che oggi vediamo nell’attività dei nostri militari che, in situazioni e contesti spesso difficili, sono impegnati nel primo soccorso alla popolazione in occasione di calamità, nel recupero in mare ed assistenza di migranti che tentano di raggiungere il nostro Paese, in missioni di pace all’estero, facendo emergere il lato migliore dell’Italia. La stessa Italia che, accanto allo spirito di coesione e solidarietà di cui è portatrice, è talora attraversata da individualismi e egoismi sociali e territoriali, che non devono comunque intaccarne l’indivisibilità.

Fare memoria significa mantenere viva, verso le nuove generazioni, la coscienza collettiva che animò i caduti che oggi onoriamo, ma significa anche costruire nuovi percorsi di condivisione e partecipazione, sui quali lavorare tutti per il perseguimento dei principi costituzionali fondamentali, in una parola, per il bene comune.

Per questo il 4 novembre è giorno del ricordo, ma anche della speranza: la speranza di utilizzare il grande patrimonio di memoria e responsabilità che la storia ci ha consegnato per guardare al presente ed al futuro con consapevolezza e fiducia.

Alle Forze Armate e a tutte le Forze dell’Ordine, dico grazie per l’importante compito svolto quotidianamente a difesa della democrazia e della nostra libertà, valori consacrati nella nostra Carta Costituzionale e che vanno rispettati e sostenuti al fine di rafforzare la coesione istituzionale e sociale.

A voi cittadini e studenti ricordo che il modo migliore per onorare i caduti, è quello di essere protagonisti consapevoli della vita della comunità, impegnandovi ad amare e servire la città in cui vivete e il nostro meraviglioso Paese nel rispetto dei valori costituzionali.

Piero Calamandrei diceva che il popolo italiano ha consacrato la Nostra Costituzione alla memoria dei fratelli caduti per restituire all’Italia libertà ed onore.

Il tricolore che sventola in questa piazza e l’inno che è stato eseguito continuino ad essere il simbolo della nostra rinnovata unità e della nostra democrazia.

Viva le Forze Armate, viva la Repubblica, viva l’Italia.

                                                                                         Il vice sindaco Italia alla Giornata alle celebrazione del IV novembre: “Le nostre Forze Armate esempio di competenza e umanità”.

 

Festa del 4 novembre

Festa del 4 novembre

(CS)Siracusa, 4 novembre 2017 – Il vice sindaco, Francesco Italia, ha partecipato stamattina alla celebrazione della Giornata dell’Unità d’Italia e della Forze Armate, sviluppata in due momenti: la posa di una corona sul sagrato della chiesa del Pantheon; gli interventi della autorità e la consegna delle onorificenze al piazzale IV novembre.

Il Comune era rappresentato anche dall’assessore alla Polizia municipale, Salvatore Piccione, e dal comandante del Corpo, Enzo Miccoli.  “Due ricorrenze in un solo giorno – ha detto nel suo intervento dalla tribuna il vice sindaco Italia – per evidenziare che l’Italia tutta è con le nostre Forze Armate in ogni scenario in cui si trovano ad operare. Donne e uomini capaci di distinguersi e che rappresentano gli aspetti migliori del nostro carattere, formato sui valori fondanti della Nazione a loro volta suggellati nella Costituzione. Se l’Italia oggi si trova impegnata nella soluzione delle più importanti crisi nel mondo è perché, anche grazie a loro, godiamo di una credibilità che va oltre la nostra percezione e di cui dovremmo andare fieri”.

            “Per noi che siamo impegnati nella vita civile – ha proseguito il vice sindaco – il ricorso alle Forze Armate, nelle situazioni di emergenza, è una garanzia assoluta. Lo verifichiamo ogni volta che ce n’è il bisogno, quando affrontiamo le calamità naturali o per gestire la pressione migratoria, qui in Sicilia e nella nostra provincia più che altrove. Riscontriamo ogni volta una professionalità che è la sintesi migliore e imprescindibile di competenza e umanità”.

            “In questi giorni – ha concluso Italia – ricorre il centenario della disfatta di Caporetto, la più pesante sconfitta in battaglia patita dall’Italia. Il Paese, sfiancato da oltre due anni di guerra, all’indomani di quell’evento sembrava irrimediabilmente piegato ma ebbe la forza di sollevarsi e di ribaltare un esito nefasto che sembrava già scritto. L’esempio di Caporetto ci dice che nulla è mai irrimediabilmente perduto e che ci si rialza solo se si è capaci di compiere uno sforzo collettivo. Dobbiamo recuperare un’idea comune, capire che Nazione, Popolo e Stato sono concetti collettivi e che rinchiudersi in se stessi vuol dire rinnegarli. Dobbiamo capire che l’individualismo, il localismo e il regionalismo, che il rifiuto dello straniero servono solo a farci sentire più sicuri nei momenti di crisi ma non servono a costruire, in un mondo globalizzato, alcuna prospettiva di crescita sociale ed economica”.

 

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